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olio dop cilento

Tradizione e storia in un olio di qualità

“Ulivi, sempre ulivi! … ulivi sparsi come pecore a frotte”, diceva della costa tra Pisciotta e Palinuro, il poeta Giuseppe Ungaretti, descrivendo il suo viaggio, era il 1932, nel Cilento.

Territorio appunto anche di ulivi e di olio, tra i prodotti alimentari di punta di questi luoghi. Olio che, seguendo l’apposito disciplinare di produzione previsto per la certificazione, ha anche il pregio del riconoscimento del marchio europeo DOP (Denominazione di Origine Protetta), per l’extravergine della dicitura “Cilento”.

L’olio Cilento DOP viene estratto da olive delle varietà Pisciottana (in prevalenza), Rotondella, Ogliarola, Frantoio, Salella e Leccino per almeno l’85%, a cui possono essere aggiunte (in misura non superiore al 15%) altre varietà locali presenti nell’area di produzione. La quale coinvolge 62 comuni ricadenti nell’area del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, caratterizzati dalla presenza diffusa di ulivi, molti dei quali secolari, che a volte rappresentano gli elementi dominanti del paesaggio.

Di colore giallo paglierino, a volte limpido, a volte velato, all’olfatto è fruttato, talora con note di mela e di foglia verde. Il gusto è tenue e delicato di oliva fresca, dolce con piccole note di amaro e piccante. Piuttosto fluido, con sentori di pinolo e retrogusto di nocciola e mandorla, ha un’acidità sempre inferiore al valore di 0,70%. E per le note aromatiche si fa preferire su insalate e verdure bollite, legumi e primi piatti, rispettando la connotazione di condimento principe della dieta mediterranea.

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