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Ceraso

Ceraso, crocevia di genti e di merci

Quella di Ceraso e delle sue frazioni, Santa Barbara, San Biase, Massascusa, Petrosa e Metoio, è una posizione particolarmente privilegiata nel territorio cilentano. Si trova infatti in leggero declivio verso il mare. Anche dal punto di vista storico, questo comune vanta un curriculum di rilievo. Il borgo è citato infatti, per la prima volta, già in una pergamena di Papa Eugenio III del 1149.

Il primo nucleo abitato sorse lungo lo snodo viario che collegava colline e costa. Ma Ceraso crebbe di importanza soprattutto quando, in età romana, fu aggiunta un’altra via che portava all’attuale e vicina Vallo della Lucania, all’epoca stazione daziaria romana.

Sempre grazie alla sua posizione strategica, nonché all’operosità dei suoi abitanti, fu presto scelto come centro propulsivo di vita economica, in grado di fare da collante tra i vari villaggi. Certamente Ceraso seguì le sorti della Baronia di Novi, di cui era feudo, fino al 1806, mentre durante il Regno d’Italia iniziò a far parte del mandamento di Vallo della Lucania.

Il paese di Pietro Ebner

Difficile scrivere di Ceraso senza fare cenno a un suo illustre cittadino, cioè Pietro Ebner, storico, numismatico e medico di grande fama, nel Cilento in particolare, ma non solo. Egli nacque a Ceraso nel 1904; dopo la laurea in medicina conseguita all’Università di Napoli, si dedicò appieno alla sua professione di medico, collaborando anche con rinomate riviste del settore. Ritornò nel suo amato Cilento nel 1936, dove proseguì la sua carriera da medico condotto. Ma ciò che maggiormente lo ha contraddistinto è stata la sua instancabile passione per lo studio della storia, dell’archeologia, della numismatica, focalizzata certamente sulla sua terra ma non limitata ad essa. Con il suo metodo innovativo, basato sulla ricerca certosina di fonti documentali, andò errando per strade, archivi e borghi spesso sconosciuti. I suoi studi sul Cilento dunque gli valsero la nomina a membro del comitato scientifico del Centro Studi per la Storia del Mezzogiorno, all’Università di Salerno. Nel 2017 Ceraso gli ha dedicato un Centro Studi, allestito nel Palazzo Di Lorenzo.

‘Mpieri Ceraso

borgo di ceraso cilento

Dal fascino unico, il rione ‘mpieri Ceraso (cioè, ai piedi di Ceraso), è la parte più vecchia dell’intero borgo: qui si trovano infatti anche la Chiesa di San Nicola di Bari, risalente al XVIII secolo e gli storici palazzi Lancillotti e Di Lorenzo. Una rete fitta di vicoletti poi, si dirama dalla piazza della Chiesa fino a giungere ai caratteristici “ortali”, i quali abbracciano tutto l’abitato creando un gioco di incastri viari.

La Chiesa, di dimensioni notevoli in relazione all’intero centro, fu costruita a fine Settecento sulla base della struttura originaria del XIV secolo. I lavori di costruzione durarono molti anni e a parteciparvi furono anche gli stessi fedeli, che in processione si recavano al vicino fiume Palistro, a recuperare le pietre utili.

Altro edificio che merita menzione è il Palazzo Di Lorenzo; con un rigoglioso giardino interno e un’architettura lineare, ancora oggi rappresenta la costruzione più imponente dell’intero comune.

Infine l’edificio noto come Palazzo Lancillotti spicca sull’intero abitato per via della sua maestosa torre nobiliare, la cui bellezza per fortuna non è stata intaccata dalle varie modifiche apportate alla struttura originaria

Il Pane fatto in casa

festa dle pane san biase di ceraso

L’estate a San Biase si chiude all’insegna di un prodotto semplice e irrinunciabile: ogni anno infatti, a fine agosto nello scenario delle rive del fiume Palistro, il borgo viene completamente inebriato dal profumo del pane fatto in casa dagli abitanti del paese, uniti in nome dell’antico e tradizionale metodo di panificazione. La Festa del Pane parte dal concetto del pane come elemento base dell’alimentazione, ma anche dello sviluppo sociale, economico e culturale di un luogo. Dietro la sua preparazione sussistono ancora rituali tradizionali ed evocativi che questa festa intende non solo conservare ma riscoprire e far conoscere.

La vera cultura contadina

museo della civilta contadina ceraso

Il 1994 è l’anno di nascita del prezioso Museo della Civiltà Contadina di Ceraso che dopo anni difficili, anche di chiusura, è stato riallestito nel 2007 e nel 2016. L’esposizione attualmente è custodita all’interno della cripta della Chiesa di San Nicola di Bari ed è articolata in sette sezioni tematiche: il contadino e il lavoro; il falegname; il sacro e il profano; il barbiere; il ciabattino; l’abitazione tipica con il forno e infine gli oggetti del dopoguerra. Buona parte è dunque dedicata ai mestieri antichi, ancora tipici nel Cilento dello scorso secolo. L’iter prevede anche un approfondimento demoetnoantropologico, reso possibile dall’integrazione di numerosi testi, foto d’epoca in bianco e nero e documenti storici che testimoniano un passato caratterizzato dal duro lavoro e al contempo dal sogno e dalla speranza di poter costruire un domani migliore.

Ingresso gratuito. Aperto ogni prima domenica del mese, dalle 11.00 alle 12.30, o su prenotazione anche su Facebook.

Per Info: Comune di Ceraso 0974 61078

Cosa fare e vedere a Ceraso

Chiesa parrocchiale di San Nicola
Passeggiata lungo il fiume Palistro
Museo della Civiltà Contadina

Principali eventi a Ceraso

Festa del pane a San Biase (agosto)
Festa del fiume (agosto)
ceraso fiume palistro
Fiume Palistro
santa barbara di cerasp
Santa Barbara di Ceraso

Dove si trova Ceraso

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Nata a Vallo della Lucania il 26 maggio 1985 e ivi residente. Ha sempre sostenuto l’importanza della cultura, che vive e si esplica soprattutto attraverso la lettura, intesa come passione e come terapia. Per questo ha preso parte a numerosi progetti e iniziative partendo dal libro come punto di riferimento, nell’accezione contenutistica ma anche nell’aspetto materiale. Inoltre è vicina alle tradizioni popolari e al folklore tipici del Cilento: dagli usi e costumi ai miti; dalle leggende alle credenze; dalle feste e/o sagre agli itinerari enogastronomici, promuovendoli attraverso la musica, in forma di canti e danze tradizionali, con tutti i rituali che ne fanno parte. Pensa che esista una parola-chiave in grado di fare la “differenza” e cioè POSSIBILITA’. Il termine indica l’idea del realizzabile ma prima di tutto verte sul concetto di occasione: è auspicabile che ogni persona, ogni territorio, abbia la propria occasione

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