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Panorama Orria

Orria

Orria, un viaggio sulle colline dipinte

Intorno ai 500 metri delle colline cilentane ecco Orria. Con la sua frazione Piano Vetrale e la contrada Casino Lebano. Percorrendo il pendio costeggiato da ulivi, fichi, vigneti e zone incolte, regno di ginestre, corbezzoli, eriche, mirto e altre piante della macchia mediterranea, si arriva al centro abitato. Il toponimo pare derivi da “horrea”, granai, in riferimento alla funzione di colonia agricola rivestita dal territorio in un lontano passato. L’esistenza di un casale denominato “Oriola”, poi “Oria”, è testimoniata sin dall’XI secolo, il borgo è poi uno dei feudi posseduti dai baroni susseguitisi nei secoli, fino a divenire comune autonomo nel 1806.

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Cappella della Madonna delle Grazie, Orria. Foto: Amedeo Petrocchi

Oggi è un intreccio di vie con archi, pontili, fontane e case storiche in cui spiccano gli edifici di culto: la Chiesa di San Felice Martire, il patrono del paese, sorta nel XVI secolo; la Cappella della Madonna delle Grazie e il Santuario di Santa Domenica Martire più in alto sulla collina. Una collina “dipinta” dalla vegetazione tipica del territorio come dipinto è il piccolo gioiello del comune: Piano Vetrale, ormai noto come “il Paese dei Murales”.

Piano Vetrale: il Paese dei Murales

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Un murale di Piano Vetrale. Foto: Amedeo Petrocchi

I vicoli collegati da lunghi archi, le anguste viuzze, pavimentate da selci, l’aspetto tipico di un borgo cilentano dell’entroterra: Piano Vetrale che, fino agli inizi degli anni Sessanta del Novecento, era costituito da due paesini distinti: Vetrale e Piano, appunto, toponimi dalla controversa etimologia, separati dal “Vallone di Sabato”. 

La Fontana Vecchia, nel centro storico di Vetrale, è il simbolo del borgo: costruita intorno al 1760 e più volte rimaneggiata, con i suoi due getti continui in tre vasche comunicanti. La vicina Cappella della Madonna delle Grazie è uno degli edifici religiosi del posto, in cui spicca la Chiesa, la cui fondazione si fa risalire addirittura all’anno Mille, di Sant’Elia Profeta, patrono del fuoco, della pioggia e della siccità, solennemente festeggiato il 20 luglio. A Piano, si trovano la Cappella di Sant’Antonio e la Chiesa di Santa Sofia, fondata nel 1453 circa, secondo la tradizione, da Dionisio Mazza, detto il Greco, un profugo proveniente da Costantinopoli, e dotata di un campanile tra i più alti del Cilento. 

Ma per una storia resa concreta dall’inizio degli anni Ottanta del Novecento, Piano Vetrale è ormai noto soprattutto come il Paese dei Murales. Enormi e splendidi dipinti che ornano quasi tutte le facciate esterne delle case, alcuni, realizzati anche su antichi portoni. Pitture, eseguite sulle pareti di edifici pubblici o privati, alla cui composizione partecipano, nella maggior parte dei casi più persone. Opere di artisti italiani e stranieri, raffigurano le scene più variegate, partendo da personaggi fiabeschi, continuando con i segni dello zodiaco e le scene di tradizioni popolari, per arrivare attraverso il gioco della vita alle considerazioni, talvolta sconcertanti del nostro tempo. Una peculiarità suggestiva, da regno della fantasia, che rende Piano Vetrale un esempio di “Museo a cielo aperto”.  

“Il Pennello d’Oro”: l’origine del “museo a cielo aperto”

L’iniziativa di trasformare Piano Vetrale in una sorta di pinacoteca col tetto di stelle, attraverso pitture murali, nacque alla fine degli anni Settanta del secolo scorso. L’idea prese corpo, grazie all’entusiasmo dei giovani del luogo, fondatori, nell’autunno del 1977, del Circolo Culturale “Paolo De Matteis”, la cui eredità culturale, a partire dal 1981, fu raccolta dell’omonima Pro-Loco, animati dalla decisa volontà di commemorare il genio artistico di un illustre compaesano del passato, il pittore Paolo De Matteis, il quale a Piano del Cilento (l’attuale Piano Vetrale di Orria), nacque il 9 febbraio 1662. 

Ed è questa la differenza sostanziale dei Murales di Piano Vetrale, rispetto alle opere murali realizzate in altre parti d’Italia e nel mondo. Le tematiche raffigurate, ricalcano quelle di tanti altri murales (denuncia, protesta, ecologia, genius loci, libertà, tradizioni, miti, omaggi, avvenimenti storici, la vita del paese, le fatiche e la storia dei suoi abitanti) ma il motivo ispiratore posto a fondamento della nascita dell’intera rassegna è la celebrazione di un grande artista, la celebrazione della sua arte, della sua memoria. 

Tale celebrazione prende corpo, ogni anno, nella seconda settimana di agosto, nel corso della manifestazione denominata “Il Pennello d’Oro”, una rassegna di arti figurative, curata dalla Pro-Loco “Paolo De Matteis”, che si articola in diverse sezioni: collettive di pittura, scultura e fotografia, concorso di pittura estemporanea e murales. Una manifestazione, che tra alterne vicende, è divenuta un appuntamento d’eccellenza, nel panorama culturale regionale.

Un illustre concittadino: Paolo De Matteis

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Busto bronzeo di Paolo De Matteis a piano Vetrale, opera di Emanuele Stifano. Foto: Amedeo Petrocchi

Piano Vetrale è il borgo di origine di un importante pittore del Seicento: Paolo De Matteis, qui nato il 9 febbraio del 1662 e poi trasferitosi da bambino prima a Capaccio, poi a Napoli. Dove, avviato all’arte pittorica, ebbe come maestri Francesco De Maria e Luca Giordano.  

Artista, dalla personalità complessa, visse alternando genio e sregolatezza. Viaggiò molto in Italia e all’estero (Genova e Parigi, tra le sue tappe), e nella stessa misura, dipinse favolosi capolavori, commissionati da uomini insigni del tempo, tra i quali papi e re. Fra tendenze barocche e classiciste, si affinò e dipinse a Roma, ma è soprattutto a Napoli che si lega gran parte della sua carriera artistica. 

Tra le sue opere: La Madonna col Bambino, San Liborio e altri Santi (Napoli, Chiesa di San Liborio); Adamo ed Eva piangono Abele (Copenaghen, Statens Museum for Kunst); Betsabea (Londra, National Gallery); Caccia di Diana (Parigi, Louvre); Galatea (Milano, Brera); Miracolo di Sant’Antonio (Napoli, Santa Maria di Montesanto). 

Sue opere si ritrovano a Parigi, Genova, Napoli, Madrid, in Calabria e in importanti centri del sud Italia, come Salerno, Lecce, Cassino, Lucera o Gaeta, sebbene alcune di esse siano di dubbia attribuzione. Proprio a Cassino, nella famosa abbazia benedettina, è conservata una delle sue opere più valide, la tela dell’Assunzione della Vergine, scampata alle distruzioni belliche della Seconda guerra mondiale: per la sua pienezza cromatica, rappresenta un classico esempio di dipinto seicentesco.  Secondo alcuni studiosi De Matteis, fece ritorno nel Cilento e nel suo paese natale tra il 1683 ed il 1700, per realizzare dipinti sacri, dietro commissione di illustri prelati e signorotti locali. A testimonianza del fatto che l’artista, non dimenticò mai la bellezza della sua terra, basta osservare lo sfondo di molte delle sue tele, le quali riproducono scorci di panorami cilentani

Ad esempio, Riposo durante la fuga in Egitto (1685 circa), opera esposta nella mostra-evento: “Paolo De Matteis, un Cilentano in Europa” (2013), al Museo Diocesano di Vallo della Lucania. Il quadro è ambientato nella parte alta di Piano Vetrale e il panorama sullo sfondo è Gioi Cilento. Paolo De Matteis, morì a Napoli il 26 Luglio 1728 e fu sepolto nella Chiesa della Concezione. 

Nel centro storico di Piano Vetrale, si presenta ancora in buono stato, la casa natia del grande artista e in progetto c’è un museo dedicato all’insigne pittore, oggi celebrato anche dal busto bronzeo opera dell’artista cilentano Emanuele Stifano, collocato nei pressi della casa comunale.

I fumetti sui muri

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Fumetti sui muri a Piano Vetrale. Foto: Amedeo Petrocchi

Dal 2016, grazie al progetto “BD sur les Murs – Fumetti sui Muri”, promosso dall’Associazione TheGreenHouse, in collaborazione col Comune di Orria e la Pro-Loco “Paolo De Matteis”, i visitatori, oltre ai murales, possono ammirare sui muri di Piano Vetrale e Orria, la storia a fumetti di Mia, la bambina italo-francese che in visita in Italia, scopre il mondo delle proprie radici. Un racconto per immagini, espresso ricorrendo alla potenzialità di comunicazione e di immediata comprensione del fumetto. Un progetto derivante dall’incontro tra due culture forti, quella francese e quella italiana, attraverso l’arte. E reso possibile dalla partecipazione degli artisti francesi dell’École Cesan, la prima scuola di fumetto e illustrazione a Parigi.

Un "feudo" del Fico Bianco

Lo scenario contadino è connotato dalle “casedde”, piccole e caratteristiche case di campagna e dai terreni agricoli coltivati a vite, ulivo e fico. Quest’ultimo, in particolare, alimento base per generazioni di contadini, è presente nella varietà tipica del territorio: il Fico Bianco del Cilento (cultivar “Dottato”), peraltro qualificato dal marchio europeo DOP. Un prodotto di pregevole qualità, per la cui riscoperta e valorizzazione, si organizza ad Orria capoluogo, da alcuni anni, tra fine agosto e inizio settembre, “Ficoscia”, sagra con un menù a base dello squisito frutto. 

Eccellente ancora più se essiccato, assumendo un colore giallo chiaro uniforme della buccia, che diventa marroncino per i frutti che abbiano subito un processo di cottura in forno. La polpa è di consistenza tipicamente pastosa, dal gusto molto dolce, di colore giallo ambrato. Per secoli, i fichi secchi hanno rappresentato una fonte alimentare straordinaria tanto da meritarsi l’appellativo di “pane dei poveri”. Di recente si è registrata una crescente riscoperta del prodotto, con la messa a dimora di nuovi impianti. 

Un esperimento teatrale: I 100crammatinirussi

Orria e Piano Vetrale sono anche i luoghi di origine di un’interessante e originale iniziativa in tema di tradizioni popolari, l’attività della Compagnia Teatrale Amatoriale “I 100crammatinirussi”. I componenti, prediligendo l’espressione satirica, promuovono il genere teatrale “Cilentano”, portando in scena rappresentazioni in dialetto e in lingua, con una calata diversa a seconda del paese di origine dei vari interpreti, una sorta di “Babele” dell’inflessione.

 

Per Info:

Comune di Orria – www.comunediorria.it – Tel. 0974 993006 – mail: ufficiodemografico@libero.it.

Pro-Loco “Paolo De Matteis” – Tel. 0974 993264 – mail: proloco_pdm@tiscali.it

Cosa fare e vedere a Orria

Tour dei Murales di Piano Vetrale
Museo della Civiltà Contadina
Chiesa di San Felice Martire
Santuario di Santa Domenica Martire

Principali eventi a Orria

Il Pennello d'Oro (agosto)
Agosto culturale
Ficoscia, festa del fico bianco (agosto/settembre)

Dove si trova Orria

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Una laurea in Giurisprudenza e un lavoro nella pubblica amministrazione locale, una enorme passione per la sua terra, il Cilento. Massimo Sica, cresciuto a Piano Vetrale, il Paese dei Murales, non tralascia occasioni per scrivere dell’aspra bellezza del territorio e della vita dei suoi abitanti. Autore e interprete di testi teatrali, in vernacolo e in lingua, ha fondato e presiede la Compagnia Teatrale Amatoriale “I 100crammatinirussi”. Collabora con diversi giornali. Per anni ha condotto trasmissioni televisive su emittenti locali. Appassionato di cinema, narrativa, teatro e fumetti, ha curato la realizzazione di notiziari, video-documentari, convegni e pubblicazioni per conto di Associazioni Culturali ed Enti Locali.

Commenti:

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    333.2100165

    29 Luglio 2020

    Bella e rievocativa molto invitante per venire a conoscere Orria

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