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Il fascino dei borghi fantasma

Borghi fantasma dal fascino spettrale: Roscigno Vecchia, cosi come San Severino di Centola. Dove fare un salto indietro di oltre un secolo per vivere l’atmosfera di luoghi ormai abbondonati e rimasti immutati nelle caratteristiche del tempo che fu.

roscigno vecchia

Roscigno Vecchia, nel Cilento interno, è rimasta pressoché disabitata dopo ripetute frane a inizio del secolo scorso ed è stata anche ribattezzata la “Pompei del ‘900”. Qui il nuovo millennio non è mai arrivato, sospeso sull’atmosfera rurale dell’ottocento. Roscigno Vecchia si spopolò agli inizi del ‘900. Il paese, secondo il genio civile, era minacciato da una frana che rischiava di trascinarlo a valle, e le leggi speciali del 1902 costrinsero gli abitanti a trasferirsi un paio di chilometri più in alto.

Le tipiche case contadine in pietra, disposte su due livelli, ci accolgono nel borgo in cui spicca la settecentesca chiesa di San Nicola. Gli unici vicoli portano alle ultime case e ai granai, da cui spuntano vecchie trebbiatrici e qualche aratro. Tutto è fermo. Immutato. “Roscigno Vecchia rappresenta un punto di equilibrio tra il destino di essere solo una rovina e quello di poter essere rianimato dalla vitalità come centro pulsante della memoria”, diceva Vittorio Sgarbi che più volte ha visitato il posto..

Nei locali della casa canonica e del municipio è oggi ospitato il Museo della civiltà contadina, contenente centinaia di pezzi legati al lavoro rurale della zona, divisi in sale dedicate: al ciclo della vite e del vino, al ciclo dell’olivo e dell’olio, all’allevamento e alla produzione del formaggio, alla lavorazione dei campi e al ciclo del grano, alla lavorazione della lana, alla produzione del pane e più in generale alla casa.

Roscigno Vecchia non è stata del tutto abbandonata perché, ancora oggi, ci vive una sola persona. Giuseppe Spagnuolo vaga tra le stradine del borgo, custode della memoria del borgo.
Per informazioni e visite: 0828 963377.

…perche’ franava.
Gli abitanti si trasferirono nel paese nuovo
lasciando le vecchie case di pietra,
la piazza, la fontana, i sentieri.

Oggi tutto e’ rimasto come allora.

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